Oggi si festeggia la libertà. Il 17 febbraio, infatti, nelle Valli valdesi del Piemonte e in particolare nella Val Pellice e nelle Valli Chisone e Germanasca viene celebrata la festa dei Valdesi, anche conosciuta come Festa della Libertà. È il giorno in cui viene ricordato il momento storico in cui alla comunità valdese furono riconosciuti i diritti civili e politici nel 1848.
La Festa dei Valdesi è un momento speciale in cui si intrecciano storia, cultura e antichi sapori che raccontano l’identità di un territorio unico nel suo genere. Uno dei piatti tipici di questa celebrazione è la seupa barbetta, una zuppa rustica con pane raffermo e formaggio. Sono molto amati anche i piatti a base di carni locali e verdure di stagione, come polenta e cervo preparato secondo la tradizionale cucina di montagna.
Entriamo nel dettaglio per scoprire alcuni dei sapori valdesi più amati.
Seupa barbetta secondo tradizione
Dopo i falò della libertà nelle piazze e nei borghi delle valli, nelle serate precedenti il 17 febbraio e dopo le celebrazioni della Festa, è tradizione ritrovarsi per condividere il pranzo comunitario, occasione di convivialità e di riscoperta delle radici culturali e gastronomiche locali.
Soupo Barbetto, come si dice in lingua occitana, o seupa barbetta è una zuppa calda i cui ingredienti sono quelli che fanno la differenza. Ecco quali utilizza Lara Ribet dell’agriturismo La Chabranda per prepararla secondo tradizione:
- brodo di carne fumante e ricco;
- grissini artigianali;
- burro fuso profumato;
- formaggio stagionato grattugiato;
- un pizzico di cannella.
I grissini vengono bagnati nel brodo caldo, disposti in pirofila, arricchiti con formaggio e cannella e passati in forno.
Altri piatti tipici che raccontano il territorio
Oltre alla seupa barbetta, chi ama le combinazioni di gusti e sapori locali, apprezzerà il cervo in salmì servito con la polenta.
Scopriamo come Nicoletta Binelli della Cooperativa G.M. Service lo prepara.
Gli ingredienti
Ecco gli ingredienti che utilizza la signora Nicoletta per preparare questa ricetta come da tradizione.
- 1 kg di spezzatino di cervo locale (Valli Chisone e Germanasca)
- 2 litri di vino rosso (vino Ramìe di Pomaretto o vino del Pinerolese);
- 6 cipolle;
- 5 carote;
- 5 coste di sedano;
- 20 bacche di ginepro;
- 10 grani di pepe;
- 3 chiodi di garofano;
- 2 bacche di anice stellato;
- alloro, salvia e rosmarino q.b.;
- olio extravergine d’oliva e burro;
- 1 bicchierino di grappa bianca di vino Ramìe.
Procedimento
1.Marinatura (24 ore)
Lasciate marinare il cervo nel vino rosso con 4 cipolle, carote, sedano, 10 bacche di ginepro, 5 grani di pepe, chiodi di garofano, anice stellato, rosmarino, alloro e salvia.
2.Preparazione
Trascorse le 24 ore, sgocciolate la carne, eliminate tutti gli aromi della marinatura e tamponate il cervo con un canovaccio pulito.
3.Cottura
In una casseruola scaldate abbondante olio EVO con ginepro, pepe e un mazzetto generoso di erbe aromatiche. Rosolate bene i pezzi di cervo, poco per volta, così che tengano la cottura senza sfaldarsi. Aggiungete le cipolle rimaste, il burro e sfumate con il vino della marinatura. Salate, fate evaporare e cuocete a fuoco molto lento per circa 1 ora.
4.Conclusione
A fine cottura unite la grappa, fate evaporare a fuoco vivace e servite.
Preparare le ricette della memoria contadina con le Delizie del Dahu è ancora più ricco di significato. Ogni piatto sarà un intreccio di storia e tradizione delle Valli Chisone e Germanasca.
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