Sulle tracce di Lidia Poët: un viaggio tra storia e sapori in Valle Germanasca

Il 26 agosto si celebra la nascita di Lidia Poët, la prima donna in Italia a essere iscritta all’albo degli avvocati. Una ricorrenza che ogni anno riaccende i riflettori su un angolo di Piemonte spesso fuori dai grandi itinerari turistici, ma capace di raccontare una delle storie di emancipazione femminile più straordinarie del nostro Paese: la Valle Germanasca.

Ed è proprio qui, tra le stesse montagne che videro crescere Lidia Poët, che oggi un gruppo di piccoli produttori locali riuniti nel progetto Delizie del Dahu custodisce e tramanda l’eredità di chi lavora la terra con la stessa determinazione e lo stesso amore per il territorio.

In Val Germanasca, alla scoperta dei luoghi di Lidia Poët

Prima di essere una toga, Lidia Poët è stata una bambina. Tra Perrero e Traverse, nella Valle Germanasca in provincia di Torino, si possono ancora percorrere i luoghi che l’hanno vista nascere e crescere: borghi silenziosi e boschi ripidi e pendii che custodiscono la memoria di una delle donne più coraggiose della nostra storia.

Traverse di Perrero

A Traverse, piccola borgata di Perrero sospesa a oltre mille metri, il 26 agosto 1855 nacque Lidia Poët, in una famiglia valdese che credeva, con convinzione rara per l’epoca, nel valore dell’istruzione anche per le donne. La sua casa natale che esiste ancora oggi è in un luogo silenzioso, quasi in disparte, che sembra lontanissimo dalle aule dei tribunali. Fu proprio qui che germogliò quella libertà di pensiero che avrebbe reso Lidia una donna capace di cambiare la storia d’Italia.

Il cimitero di San Martino

Dopo una vita intera spesa a lottare per i diritti delle donne, Lidia scelse di tornare per sempre tra queste valli, dove riposa nel piccolo cimitero di San Martino, frazione di Perrero, lo stesso luogo che l’aveva vista crescere.

Quando la fiction incontra la storia vera

Negli ultimi anni il volto di Lidia Poët è tornato a farci compagnia grazie a “La legge di Lidia Poët”, la serie Netflix con Matilda De Angelis. Sullo schermo la ritroviamo in una Torino di fine Ottocento elegante e severa, tra aule di tribunale e redazioni di giornali, mentre lotta per poter esercitare la professione nello studio legale del fratello Enrico.

Va detto con chiarezza: quella raccontata dalla serie è una libera reinterpretazione, con trame e personaggi in gran parte immaginari costruiti attorno alla figura storica. Ed è proprio per questo che il viaggio verso Perrero e Traverse regala un’emozione ancora più autentica: non i set ricostruiti nel cuore di Torino, ma i luoghi veri dove Lidia è nata e cresciuta, lontano dalle luci della città, tra le montagne che l’hanno forgiata molto prima che diventasse un caso giudiziario conosciuto in tutta Italia.

La montagna che nutre, ieri come oggi

Chi si mette in cammino tra questi ricordi scopre presto un’altra ricchezza, fatta di profumi e di mani sapienti: quella custodita dai produttori delle Delizie del Dahu. Non lontano dai luoghi di Lidia, piccole realtà artigianali continuano a coltivare, allevare e trasformare materie prime selezionate in gustosi prodotti, con la pazienza di chi ama davvero il proprio territorio.

Il miele raccolto tra questi pendii, i formaggi che sanno ancora di erbe d’alpeggio, i vini nati da vitigni autoctoni ripiantati sugli antichi terrazzamenti, le confetture fatte con varietà di mele quasi dimenticate: ogni assaggio racconta una montagna che è una risorsa preziosa.

C’è un filo sottile ma fortissimo che lega la determinazione di una ragazza che sfidò le convenzioni per studiare legge alla tenacia degli artigiani di oggi, che scelgono ogni giorno di restare e lavorare in valle, spesso controcorrente. La stessa radice, la stessa ostinazione gentile: trasformare un territorio difficile in qualcosa di bellissimo.

Un weekend tra storia e gusto

A chi vuole lasciarsi avvolgere da questa doppia anima della Valle Germanasca, consigliamo di dedicare una giornata ai luoghi di Lidia Poët, tra Perrero e Traverse, e concedersi poi una tappa golosa nei punti vendita dove si possono trovare le Delizie del Dahu, o magari in una delle fiere del territorio dove è presente il banco comune dei piccoli produttori del Dahu. Un modo per far incontrare la memoria e il gusto, in un unico racconto che parla di coraggio, radici e futuro.

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