Si è chiuso il 27 giugno, tra i vigneti illuminati dalla luna, il percorso “Tutti i sensi del gusto”: quattro appuntamenti nati per raccontare le Delizie del Dahu non solo attraverso il palato, ma anche udito, vista, olfatto e tatto. Un itinerario che ha toccato la bassa e l’alta Val Germanasca, dai suoni della memoria contadina fino ai passi notturni tra i filari, per riscoprire un territorio che si lascia conoscere davvero solo se ci si ferma ad ascoltarlo con tutto il corpo.
Prima tappa: l’udito
Il viaggio è cominciato il 18 aprile in bassa Val Germanasca, dal Tempio Valdese di Pomaretto, dove i partecipanti si sono ritrovati per un’escursione guidata da Ilenia Quercia e dal musicista Manuel Lerda. Il cammino ha attraversato tre borgate ricche di storia e paesaggio: Pons, luogo simbolo della Resistenza; Bout, con il suo sguardo aperto sulla valle; Bleigeri, tra boschi di pini, betulle e castagni, dove il gruppo si è fermato per il picnic del Dahu. Lungo il percorso, a ogni tappa, Manuel Lerda ha presentato uno dei tre strumenti simbolo della tradizione musicale occitana — la ghironda, l’organetto e la cornamusa — lasciando che alcuni partecipanti li suonassero, mentre altri si lasciassero andare a una danza sulle note della melodia.
Non è stata solo una parentesi folkloristica: i suoni e la storia degli antichi strumenti hanno immerso i partecipanti nella cultura della val Germanasca, preparandoli passo dopo passo, ai sapori delle Delizie. Il salame e il lardo alle erbe della Cooperativa GM Service, il formaggio del Dahu de La Chabranda, e il succo di frutta e le confetture de I Frutti di Emanuele raccontano la storia del territorio in maniera ancor più vivida e duratura quando si associano a una musica nata dalla stessa terra.

Seconda tappa: la vista
Il 24 maggio al Ciabòt, tra i vigneti terrazzati del Ramìe, con le montagne dell’alta Val Germanasca a fare da sfondo, la seconda tappa ha messo al centro i colori. Grazie alla guida di Rita Barbero, in arte Purpleryta, il laboratorio di pittura con il vino ha trasformato la degustazione in un gioco creativo: prima un ritratto della persona seduta di fronte, poi un disegno da cui indovinare il titolo di un film e infine un lavoro libero con le macchie di vino versate sul foglio e trasformate in un’opera artistica.
Protagonisti degli assaggi il ramìe di Pomaretto dell’Azienda Agricola Refourn, presentata da Natalia Pons, e il Brume della Fondazione Malva Arnaldi, da uve nebbiolo.

Parole per raccontarlo
A raccontare meglio di ogni descrizione la giornata sono le parole di chi c’era: “Il laboratorio di pittura è stata una bella regressione all’infanzia che ha risvegliato qualcosa che era finito in fondo ai ricordi. Ho apprezzato molto la semplicità con cui sono stati trasmessi l’amore per il territorio, le conoscenze di Natalia, i sapori del territorio. Mi piacerebbe andare alla scoperta dei dintorni attraverso sentieri e incontri con le realtà imprenditoriali locali.”, ha scritto una partecipante. C’è chi ha apprezzato proprio l’originalità della proposta: “Mi è piaciuto molto fare la pittura col vino perché è una cosa un po’ insolita”, mentre altri hanno sottolineato il valore del gruppo: “Questa esperienza è stata davvero unica perché il bello era tra i compagni, perché hanno saputo apprezzare la diversità e la voglia di mettersi in gioco”, aggiungendo per il futuro il desiderio di approfondire anche la storia del territorio del vino. E a chiudere, la sintesi di chi ha semplicemente goduto della giornata: “Compagnia stupenda, location spettacolare. Grazie per la bellissima giornata.”
Terza tappa: l’olfatto
Il 21 giugno le Delizie hanno dato il benvenuto all’estate a Borgata Fontane, da cui un gruppo di xx partecipanti è partito per una passeggiata con l’erborista. L’avvio, inatteso, davanti a un garage: un punto di partenza scelto per ricordare che le erbe spontanee sbocciano anche dove meno ce lo si aspetta e che basta imparare a guardarsi attorno. Lungo il cammino ci si è soffermati sulle proprietà, gli usi e le parti utilizzate di diverse erbe, e sulla storia di alcune di esse, come l’assenzio.
La degustazione che ha concluso la giornata è stato un viaggio nell’olfatto e nel gusto insieme: la degustazione dei formaggi de La Chabranda – tomino, toma d’alpeggio, toma al rosmarino, formaggio del Dahu – è stata condotta dal più fresco al più stagionato, per seguire con il naso l’evoluzione degli aromi di montagna. Accanto ai formaggi, presentati dal Maestro Assaggiatore ONAF Sergio Audasso assieme Ruben Ribet e Cristina Sanmartino, la degustazione dei prodotti de I Frutti di Emanuele è stata un invito a risalire all’origine, al frutto e alla materia prima da cui tutto nasce. Guidati da Giuliana, i partecipanti hanno potuto assaporare il succo di fragole, il succo di mela e quello di ciliegia e le confetture di ribes, sambuco, lamponi, fragole e frutti di bosco.

I commenti di chi ha partecipato
Anche questa giornata ha lasciato il segno in chi vi ha preso parte, con commenti che hanno intrecciato entusiasmo e qualche suggerimento utile per il futuro. Sulla passeggiata tra le erbe: “Gestione dei tempi perfetta, ottima la relatrice sulle erbe”; sulla degustazione finale, i pareri sono stati unanimi: “Ho apprezzato la spiegazione, il seme trasmesso dalla conoscenza e dal sapore. Non ho trovato nulla che non mi è piaciuto: è stato un percorso meraviglioso”, e ancora: “Complimenti per l’iniziativa, un modo semplice ma efficace per far conoscere il territorio. Ottima l’esperienza di degustazione tra formaggi, marmellate e frutti di bosco, che raccontano tradizioni e qualità”. La tappa all’alpeggio è stata per molti il momento più emozionante: “Il finale all’alpeggio! Cose bellissime e buonissime, bravissimi tutti, complimenti”, “Apprezzato tantissimo la sosta in alpeggio e sentire parlare della loro storia e del loro lavoro: spero di poter partecipare ad altre passeggiate in alta montagna e conoscere altre realtà che mantengono vivo il nostro territorio”.
Quarta tappa: il tatto
La tappa del 27 giugno – l’ultima – ha chiuso il percorso nel modo più intenso: al buio. Al Ciabòt & Ramìe Glamping, delle mascherine hanno oscurato la vista dei partecipanti per guidare gli assaggi attraverso gli altri sensi. La serata è stata scandita da due momenti di dieci minuti di silenzio dedicati ai cibi e ai vini, ciascuno seguito da un momento di condivisione: prima l’esperienza vissuta da soli, poi il confronto con il gruppo su ciò che si è percepito e riconosciuto, confrontandosi persino su colori e sfumature immaginati nel corso della degustazione.
Sul tavolo, prodotti pensati appositamente per un assaggio “cieco”: il lardo alle erbe di montagna della Macelleria Ribetto, la mocetta della Cooperativa GM Service, la toma alle bacche di ginepro dell’Azienda Agricola La Chabranda, la confettura di ribes de I Frutti di Emanuele, il vino bianco Malva della Fondazione Malva Arnaldi e il Pinerolese DOC Ramìe dell’Azienda Agricola Refourn.
A seguire, la passeggiata al buio tra i vigneti: la luna nascosta dietro la montagna che, a un certo punto, si è fatta vedere; le lucciole, sempre più rare e per questo ancora più preziose da scorgere; e i racconti sulla storia dei valdesi, sulle loro migrazioni e sulle contaminazioni con la cucina dell’Europa centrale che ancora oggi si ritrovano nei sapori di queste valli.
Un percorso, cinque sensi, un solo filo conduttore
Da un capo all’altro del percorso, il gusto è rimasto il filo che ha legato ogni tappa: non un senso isolato, ma il punto d’arrivo di tutti gli altri. Ascoltare la storia dei prodotti del territorio, guardare il colore di un vino, riconoscere un’erba dal profumo, sentire sotto le dita la consistenza di una toma stagionata al buio: ogni gesto ha reso l’assaggio più ricco e consapevole.

Un ringraziamento va a tutti i produttori che hanno condiviso la loro esperienza lungo le quattro tappe: Nicoletta Binelli ed Emilio Gardiol (Coop. GM Service), Natalia Pons (Az. Agr. Refourn), Ruben Ribet e Cristina Sanmartino (La Chabranda), Emanuele Pascal e Giuliana Bernard (I Frutti di Emanuele), oltre alla Fondazione Malva Arnaldi e alla Macelleria Ribetto, che con i loro prodotti hanno reso possibili queste quattro esperienze di gusto.
“Tutti i sensi del gusto” si conclude qui, con l’invito di continuare ad ascoltare, guardare, annusare, toccare e assaporare le Delizie del Dahu, con tutti i sensi, in ogni stagione dell’anno.




